sabato, 27 ottobre 2007

Mobbing
Giacomo Montana

 

  

Finalmente ora c’è chi sostiene che gli stipendi sono molto bassi, tuttavia c’è da dire che manca qualcuno che sostiene apertamente che oltre che i politici, anche i sindacati sonnecchiano da parecchio tempo sull’argomento. Ieri alla grande manifestazione, secondo i sindacati “hanno partecipato centomila lavoratori” e persino con lo slogan: “il vero fannullone è questo governo”. In effetti Prodi ora si trova agli antipodi rispetto alla sintonia che dovrebbe avere con il Paese.



Oggi, con enorme ritardo, in ambito sindacale ci si accorge apertamente che gli stipendi dei lavoratori sono bassi e questo accade, malgrado la Contrattazione Collettiva, quella Integrativa, l’informazione che può essere preventiva o successiva, le concertazioni e le consultazioni compresi gli impegni presi sul campo, dalle Commissioni, Osservatori e Conferenze. Come vediamo la schiera dei fannulloni prosegue ad oltranza!



Certo si capisce, per mantenere più  lungo “la poltrona” è più comodo tirare a campare, facendo “i finti tonti” il più possibile, ossia praticare una certa sordità a rispondere persino a certi disperati appelli di lavoratori e pensionati, infischiandosene se il tutto il marcio sistema si  pone ai loro danni. Tuttavia questo è uno sporco gioco che non può certamente continuare all’infinito, perché non si può non riconoscere che sulla bilancia incide parecchio anche il peso delle gravi conseguenze che si procurano all’economia, la quale di riflesso, a sua volta, sfocia pure sullo sfascio della stessa vita politica della Nazione.



Ben pochi oramai, di fronte ad un fenomeno così massiccio di ingiustizia sociale e di raggiro politico NON LO RICONOSCONO, a partire dalla stessa compagine dei critici letterari, laddove si tocca l’argomento “mafia e politica”.



Purtroppo in Italia è da tempo finito il modo italiano di esercitare la leale democrazia. Le conseguenze di questo scempio non finiscono mai di sorprendere, sconcertare e persino sconvolgere un po’ qua e un po’ là la gente in Italia come all’estero. Quello che c’è restato è il sentire ancora fare appello al “dettato costituzionale, ma come sappiamo tutti, qui si entra sempre più solo in una mera enunciazione di principio.



La Costituzione oggi, in parecchi casi la vediamo come fosse un miraggio nel deserto. Essa quando nacque, servì a contrapporre la nota catastrofe del fascismo e creare effetti nuovi, legati ai diritti umani, poi, come se si trattasse di un ferro vecchio e come accade oggi, sempre più sovente, la si lascia ad arrugginire volta per volta in qualche angolo del Paese.



Come abbiamo visto, l’avere tolto lo strapotere al Governo, ovvero al potere esecutivo, per darlo al Parlamento che abbiamo oggi, contestualmente al marcio che una grossa parte dell’attività politica monopolizzata dai partiti fa dilagare, causa lo stallo del disastro, lasciando il Paese come fosse una nave abbandonata, senza regolari comandi, in mezzo al mare in tempesta. E’ stato così generato un nuovo sistema sbagliato e privo di capacità. Difatti ora abbiamo un potere esecutivo che è alla mercé dei partiti e i partiti che inseguono le correnti, le simpatie e gli “amici di cordata”, i quali non sono altro che mafie e logge massoniche di interessi fortemente personali, a discapito della meravigliosa gente onesta che lavora.



Lo spaventoso esercizio di tutto questo viene più o meno quotidianamente documentato dai riscontri oggettivi ostentati ai quattro venti dai gruppi, gruppetti e conseguenti “lottizzazioni” e “abusi di potere” tutti estremamente sconcertanti e altamente allarmanti. Il sistema è divenuto un calderone, ove tutto è legato alle mafie e a partire dalla giustizia vi è il caos più immondo. Non c’è da rimanere a sognare, ma occorre protestare democraticamente senza sosta, sino a fare sospendere questa paralisi di governo con il rientro democratico alla normalità dei soggetti politici eletti, spingendoli senza temporeggiare, a rimettere nella giusta carreggiata il Paese!



Chi volesse constatare come esempio una delle sordità a rispondere a certi disperati appelli, persino nel caso di una donna rovinata sul posto di lavoro, lavoratrice di una Pubblica Amministrazione ospedaliera, ancora torturata fisicamente, moralmente ed economicamente, visiti i siti qui sotto riportati: capirà meglio come diviene ancora difficile per politici e sindacati attuare il distacco dal motore rombante dell’errore e dell’orrore.



Ringrazio tutti coloro che si mantengono nell’ideale sisuista e non si riconoscono rappresentati da politiche corrotte.


Vedi sito:      http://www.mobbing-sisu.com



e riassunto nel Blog:   http://sisu.leonardo.it
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categoria:italia, politica, cinismo politico
sabato, 13 ottobre 2007

di Giacomo Montana

Se guardiamo le api ci accorgiamo che eseguono capolavori di ingegneria, se osserviamo i ragni si verificano analoghe stupefacenti impressioni, persino le minuscole formiche sono da ammirare per la loro laboriosità e organizzazione. Si dice che tutto questo viene dominato da istinti che invece l’uomo supera per importanza con l’intelligenza attraverso la quale ha la facoltà di potere sviluppare sé stesso per quanto concerne il piano fisico, affettivo e spirituale.

Se su tale argomento però guardiamo i risultati, sono parecchie le volte che ne proviamo una forte delusione, specialmente per quanto riguarda il mondo della politica.
Un giorno durante tali osservazioni, ricordo che casualmente, come fosse un segno del destino, mi soffermai ad ascoltare un canto che fu creato con particolare riferimento alla prima Guerra Mondiale, questo è “Stelutis Alpinis” scritto e composto da Arturo Zanardi (1869-1923)

stella alpina

mentre era a Pontebba che a quel tempo risultava al confine italo-austriaco.

“Stelutis Alpinis” ascoltata in musica con una buona traduzione, in quanto è cantata in friulano, lascia affascinati, laddove ci fa riflettere sull’immenso valore dell’uomo quando è pronto a pagare persino con la propria vita, un ideale, un sentimento, un comando.

Da come oggi procedono i nostri uomini politici, con comportamenti da ignavi, trascurano così alla grande le vittime dei reati, i loro parenti e amici, facendo aggiungere loro ancora delusioni, frustrazioni, amarezze e inganni, si potrebbe analizzare l’abissale differenza che spesso c’è tra uomo e Uomo.

Credo che fu proprio questa analisi che ispirò il maestro di Pontebba a scrivere “Stelutis Alpinis”, quando si verificavano al fronte violenze, sofferenze e distruzioni. Lo Zanardi profondamente scosso e addolorato della brutalità a cui portava la guerra, tramutò il suo istinto e sentimento in parole e musica, profondamente toccanti e compose il Capolavoro di profonda poesia e al tempo stesso preghiera, lasciandolo come patrimonio del popolo.
 
Quanto oggi ci si potrebbe chiedere viene valorizzata questa preziosissima eredità, riguardante la distruzione e la morte violenta? Sappiamo che cosa anima i nostri personaggi politici a non voler cogliere e valutare come merita tale eredità: gli interessi personali.

A questo punto dove siamo finiti e in che mani siamo? Perché si continua ad ingannare il popolo con promesse di giustizia sociale, senza una fattiva vera attuazione? Oggi le violenze fratricide esistono ancora, anche se tutto negli anni viene nascosto e minimizzato, così come esistono coloro che fingono di non sapere!

Anche qui avvertiamo un nodo alla gola e rimaniamo senza parole quando si studiano nuove promesse fasulle per ingannare e illudere la gente, mascherando certe bassezze umane interiori di parecchi soggetti,  che pensano solo a mantenere incollata al fondo schiena la poltrona della politica!

Ora passiamo sul un versante opposto, quello dei veri valori, dei veri sentimenti e delle vere attenzioni e leggiamoci assieme “Stelutis Alpins” che qui sotto riporto con traduzione letterale dal friulano.

Qualora qualcuno desiderasse ascoltarla anche con la sua musica può udirla all’indirizzo internet di una donna ancora oggi torturata anche con conseguenze di reati a cominciare dalle lesioni colpose gravissime, lasciati da qualcuno impuniti col raggiungimento dei termini di prescrizione, così come documentalmente
esposto e provato in quel suo stesso sito http://www.mobbing-sisu.com 

Il suddetto canto d’autore si può ascoltare qui:

http://www.mobbing-sisu.com/carnia.htm

Stelutis alpinis

Se tu vens cassù ta' cretis
‘là che lôr mi àn soterât,
al è un splàz len di stelutes
dal miò sac l’è stât bagnât.
Par segnâl, une crosute
je scolpide lì tal cret,
fra chês stelis nas l'arbute,
sot di lôr, jo duâr cujet.

Cjôl sù, cjôl une stelute:
jê 'a ricuarde il nestri ben.
Tu j darâs 'ne bussadute
e po' plàtile tal sen.
Quant che a cjase tu sês sole
e di cûr tu préis par me,
il miò spirt atôr ti svole:
jo e la stele sin cun te.
 il miò spirt atôr ti svole:
jo e la stele sin cun te.

Traduzione letterale

Se tu vieni  quassù fra le rocce,
là dove mi hanno  sotterrato,
c’è uno spiazzo pieno di stelle alpine;
dal mio sangue è stato  bagnato
Come segno, una piccola croce
è scolpita lì sulla roccia,
fra quelle  stelle nasce l'erba,
sotto loro io dormo tranquillo.

Cogli, cogli una stella alpina:
essa  ricordo il nostro amore.
Tu dalle un bacio
e poi posala sul seno.
Quando a casa tu sarai sola,
e di cuore tu preghi per me,
il mio spirito ti aleggia intorno:
io e la stella siamo con te.
il mio spirito ti aleggia intorno:
io e la stella siamo con te.

 

 

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categoria:politica, mobbing, politica italiana, torture, cinismo politico, nuovi politici
giovedì, 11 ottobre 2007

di Giacomo Montana

Le parole di certi individui non hanno la cintura di castità e quando esplodono, offrendo ipocrite attese di riordino della società politica, non offrono altro che il preludio di una nuova serie di inganni, mettendo sempre in luce dei partiti politici che si dimostrano enormemente lontani dalle esigenze reali dei cittadini. Quando si canalizza l’attenzione su piste probatorie politiche troppo spesso si ode la parolina magica: democrazia. Essa è oramai divenuta una specie di dogma di salvezza per gli imbroglioni che nessuno osa contrastare, è sufficiente inserirla come per incanto ad ogni piè sospinto del bel discorso per darle l’aspetto voluto dell’incontestabile apparente verità.

Chi osa obbiettare di fronte al potere del popolo? Perché è questo che significa “democrazia”. Ma poi se si riflette bene e si pensa: ma quale potere del popolo, permetterebbe di proteggere i malviventi e punire gli innocenti in parecchie infinite occasioni e problematiche del Paese? Tutto qui si perde nel vortice dell’obbrobrio più inconcepibile! Si sa bene che la riflessione ha un limite quando vi si aggiunge anche un poco di nuova fiducia. Ben pochi si chiederanno quale legittimazione, un potere sbagliato, possa in realtà avere quando nega ogni principio di imparzialità, giustizia, competenza, lealtà, che sono alla base di ogni sano e promettente discernimento.

piazza-mercato

 

Oggi si fa ancora credere alla gente che il popolo italiano è sovrano, così come viene concepito, facendo largo uso della parolina magica quale è quella di “democrazia”. Si fa credere che i cittadini vengono trattati alla maniera dei “tutti uguali”, quando al tempo stesso si sa che questo vale soltanto per un momento: solo esattamente in quei giorni e in quelle ore che i cittadini offrono il voto elettorale. E’ diventato uno schifo con chilometri e chilometri di fasce collinose di sporche promesse! Una gigantesca bufala!

Con riscontri alla mano, si ricorre ad una realtà astratta quale di fatto è il popolo detto “sovrano”, in quanto nel mondo reale invece si trascura enormemente che esiste l’essere umano con tutti i suoi problemi, le sue angustie, le amarezze, delusioni, di cui dopo il voto elettorale non si tiene nessun conto e tutto viene lasciato come prima e peggio di prima.

Si fa credere al popolo che, se si sceglie un partito politico nuovo la “musica della politica cambia”. Ma se i musicisti principali più influenti “senza orecchio”, danno esecuzione a un altro spartito musicale, che opera può mai sortirne se non quella di una nuova schifezza? Sarebbe questa la democrazia che si intende dare ancora alla gente?

Ogni cittadino lo si fa sentire un numero tra una marea di numeri, lo si priva così di esplicare la propria personalità individuale e all’occorrenza lo si ignora completamente, abbandonandolo a sé stesso nel baratro dei problemi, delle ignominie e delle disuguaglianze. La società italiana impostata così e non tenendo nessun conto che la gente non è composta da numeri, ma da esseri umani, farà sì che ogni giorno nuovo di governo politico sarà mostruosamente abnorme, perché ci sarà chi crea interessi colossali sempre a danno della povera gente indifesa ed emarginata!

Non c’è peggior nemico di chi finge di essere un politico onesto, ma la farsa non può continuare all’infinito. L’emporio di farse a buon mercato nelle scene politiche, si avvia al più completo fallimento. Sono convinto che sempre un maggior numero di cittadini si è accorto del raggiro ancora in atto della politica italiana e continuerà ad astenersi dal votare ancora quelle stesse persone ingannatrici e i loro prescelti che col sorriso sulle labbra, sanno illudere amaramente.

Ringrazio tutti quelli che credono nell’ideologia SISU e che mi hanno manifestato apprezzamento, stima e cordialità. A prescindere, sapevo comunque in partenza, che oggi la propaganda politica è divenuta un’arma tremenda che distrugge lo spazio della libertà individuale, lasciandone solo in vita l’illusione. Prometto comunque che questa affermazione non sarà mai una resa al nemico corruttore e corruttibile.

Lo splendore di SISU continuerà il suo lento cammino sino a quando non si parlerà più di antipolitica, ma di SISU che significa particolarmente vera uguaglianza, legalità e giustizia. Essere sisuisti significa contrapporsi a tutto il marcio che la politica di oggi ci scodella e ci prepara con un bel piattino. Oggi c’è chi mi conforta dicendomi di essere sisuista: significa che il buio della politica italiana non può far nulla contro la luce!

Chi ancora non avesse constatato oscenità politiche della classe dirigente che abbiamo, esercitate senza fine, visiti per esempio le torture psicofisiche e le atroci conseguenze a cui viene ancora oggi sottoposta una donna vittima innocente di una politica corrotta e malsana, ove si finge di non sapere le atrocità e sino a che punto anche in una pubblica amministrazione di un ospedale si può distruggere chi vi lavora. Gli indirizzi internet sono i seguenti: 

http://sisu.leonardo.it   e

http://www.mobbing-sisu.com