sabato, 13 ottobre 2007

di Giacomo Montana

Se guardiamo le api ci accorgiamo che eseguono capolavori di ingegneria, se osserviamo i ragni si verificano analoghe stupefacenti impressioni, persino le minuscole formiche sono da ammirare per la loro laboriosità e organizzazione. Si dice che tutto questo viene dominato da istinti che invece l’uomo supera per importanza con l’intelligenza attraverso la quale ha la facoltà di potere sviluppare sé stesso per quanto concerne il piano fisico, affettivo e spirituale.

Se su tale argomento però guardiamo i risultati, sono parecchie le volte che ne proviamo una forte delusione, specialmente per quanto riguarda il mondo della politica.
Un giorno durante tali osservazioni, ricordo che casualmente, come fosse un segno del destino, mi soffermai ad ascoltare un canto che fu creato con particolare riferimento alla prima Guerra Mondiale, questo è “Stelutis Alpinis” scritto e composto da Arturo Zanardi (1869-1923)

stella alpina

mentre era a Pontebba che a quel tempo risultava al confine italo-austriaco.

“Stelutis Alpinis” ascoltata in musica con una buona traduzione, in quanto è cantata in friulano, lascia affascinati, laddove ci fa riflettere sull’immenso valore dell’uomo quando è pronto a pagare persino con la propria vita, un ideale, un sentimento, un comando.

Da come oggi procedono i nostri uomini politici, con comportamenti da ignavi, trascurano così alla grande le vittime dei reati, i loro parenti e amici, facendo aggiungere loro ancora delusioni, frustrazioni, amarezze e inganni, si potrebbe analizzare l’abissale differenza che spesso c’è tra uomo e Uomo.

Credo che fu proprio questa analisi che ispirò il maestro di Pontebba a scrivere “Stelutis Alpinis”, quando si verificavano al fronte violenze, sofferenze e distruzioni. Lo Zanardi profondamente scosso e addolorato della brutalità a cui portava la guerra, tramutò il suo istinto e sentimento in parole e musica, profondamente toccanti e compose il Capolavoro di profonda poesia e al tempo stesso preghiera, lasciandolo come patrimonio del popolo.
 
Quanto oggi ci si potrebbe chiedere viene valorizzata questa preziosissima eredità, riguardante la distruzione e la morte violenta? Sappiamo che cosa anima i nostri personaggi politici a non voler cogliere e valutare come merita tale eredità: gli interessi personali.

A questo punto dove siamo finiti e in che mani siamo? Perché si continua ad ingannare il popolo con promesse di giustizia sociale, senza una fattiva vera attuazione? Oggi le violenze fratricide esistono ancora, anche se tutto negli anni viene nascosto e minimizzato, così come esistono coloro che fingono di non sapere!

Anche qui avvertiamo un nodo alla gola e rimaniamo senza parole quando si studiano nuove promesse fasulle per ingannare e illudere la gente, mascherando certe bassezze umane interiori di parecchi soggetti,  che pensano solo a mantenere incollata al fondo schiena la poltrona della politica!

Ora passiamo sul un versante opposto, quello dei veri valori, dei veri sentimenti e delle vere attenzioni e leggiamoci assieme “Stelutis Alpins” che qui sotto riporto con traduzione letterale dal friulano.

Qualora qualcuno desiderasse ascoltarla anche con la sua musica può udirla all’indirizzo internet di una donna ancora oggi torturata anche con conseguenze di reati a cominciare dalle lesioni colpose gravissime, lasciati da qualcuno impuniti col raggiungimento dei termini di prescrizione, così come documentalmente
esposto e provato in quel suo stesso sito http://www.mobbing-sisu.com 

Il suddetto canto d’autore si può ascoltare qui:

http://www.mobbing-sisu.com/carnia.htm

Stelutis alpinis

Se tu vens cassù ta' cretis
‘là che lôr mi àn soterât,
al è un splàz len di stelutes
dal miò sac l’è stât bagnât.
Par segnâl, une crosute
je scolpide lì tal cret,
fra chês stelis nas l'arbute,
sot di lôr, jo duâr cujet.

Cjôl sù, cjôl une stelute:
jê 'a ricuarde il nestri ben.
Tu j darâs 'ne bussadute
e po' plàtile tal sen.
Quant che a cjase tu sês sole
e di cûr tu préis par me,
il miò spirt atôr ti svole:
jo e la stele sin cun te.
 il miò spirt atôr ti svole:
jo e la stele sin cun te.

Traduzione letterale

Se tu vieni  quassù fra le rocce,
là dove mi hanno  sotterrato,
c’è uno spiazzo pieno di stelle alpine;
dal mio sangue è stato  bagnato
Come segno, una piccola croce
è scolpita lì sulla roccia,
fra quelle  stelle nasce l'erba,
sotto loro io dormo tranquillo.

Cogli, cogli una stella alpina:
essa  ricordo il nostro amore.
Tu dalle un bacio
e poi posala sul seno.
Quando a casa tu sarai sola,
e di cuore tu preghi per me,
il mio spirito ti aleggia intorno:
io e la stella siamo con te.
il mio spirito ti aleggia intorno:
io e la stella siamo con te.

 

 

postato da: Agimurad alle ore 11:51 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1   13 Ottobre 2007 - 20:19
 
interessante
ciao stef
utente anonimo

#2   19 Ottobre 2007 - 20:13
 

Firma la petizione contro il disegno di legge Levi-Prodi" che farà chiudere tutti i blog


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categoria:politica, mobbing, politica italiana, torture, cinismo politico, nuovi politici